Aneddoti storici su di Stalin
dal libro di Jùri Bòrev "Staliniàda", 1991
Terza parte
Instabilità
Stalin apposto creava per la gente le situazioni d'instabilità, perché ciascuno possa essere beccato, si senta colpevole, abbia paura... Così alla fine degli anni 30'ta simultaneamente furono deliberate n. 2 disposizioni del governo:
1. Permettere la costruzione dei cottage privati (dacia, cottage estivo di campagna).
2. Vietare la vendita dei materiali di costruzione ai privati.
Così, ciascuno chi si costruiva un cottage diventava ladro.
Congratulazione vergognosa
il 14 giugno del 1940 i fascisti tedeschi hanno occupato Parigi. Sull'ordine di Stalin, Mòlotov (ministro degli Esteri sovietico) congratulò a Hitler con il successo.
L'avvertimento fatale
Un diplomatico sovietico chi lavorava a Parigi durante l'occupazione tedesca della città in marzo-aprile del 1941 analizzando i giornali militari tedeschi capì, che i tedeschi si stavano preparando ad attaccare Russia. Ha scritto a Stalin della sua trovata. Presto, il diplomatico imprudente fu richiamato a Mosca. Qui rimase sospeso, non gli davano nessun'incarica. Stava a casa, salariato ma senza fare nessun lavoro. In giugno i tedeschi hanno aggredito l'Unione Sovietica. E quando in ottobre del 1941 le troppe tedesche arrivarono già vicino a Mosca, il diplomatico fu arrestato con un'accusa fantasmagorica: il tentativo di discordare le relazioni d'amicizia fra l'Unione Sovietica e Germania! Il meccanismo punitivo funzionò con un ritardo, ma con la crudeltà implacabile: fu condannato a 10 anni del carcere.
Hitler su di Stalin
Un tedesco chi studiava negli anni 50'ta nell'Università di Mosca mi raccontò su un parere di Hitler rimandato dalla tradizione: "Stalin è crudele come una bestia, e vile come un uomo. Quando conquisterò la Russia, nominerò Stalin il suo governatore (Hauleiter). Nessuno sa maneggiare il popolo russo meglio di lui". Se era vero, anche nel caso della sconfitta, Stalin non rimarrebbe disoccupato.
Avventuriero
Un certo Soldatenko fu mandato in esilio nella città di Vorkutà (dietro al circolo polare) per aver commesso delle truffe. Dopo la fine del termine della sua punizione lavorava come una persona libera in uno stabilimento d'estrazione minerali dove trascinava una vita "vegetale". Ma continuava a nutrire la speranza nella vita migliore. Quando la radio annunciò l'inizio della guerra, Soldatenko capì che era venuta la sua ora fortunata. Chiamò da un tassofono il numero del direttore dello stabilimento dove lavorava. Gli rispose la segretaria. Soldatenko le si presentò come Poskrёbyshev (il famoso segretario di Stalin) e disse: si prega di notare la telefonogramma dal compagno Stalin: "Viste le circostanze estremi della guerra, ordino di nominare al liberato Soldatenko vice direttore dello stabilimento di Vorkutà. Stalin", ed ha messo il ricevitore. La segretaria era corsa a cercare il direttore. Il truffatore la aveva calcolato bene: nelle circostanze della guerra nessuno avrebbe osato verificare la chiamata, tanto meno da Stalin stesso. Così diventò vice direttore di uno stabilimento di produzione enorme. Anche dopo la guerra occupava varie cariche alte assai. Ma il desiderio di fama e gloria fece la sua rovina. Ha deciso di farsi la biografia dell'eroe militare, si comprò la stella d'Eroe dell'URSS ed ha intervenuto alla TV con le sue "memorie" militari. Ma la TV è una specie di raggi X sociali. Fu smascherato.
Tutto per la vittoria
- Compagno Stalin, già stiamo facendo tutto il possibile!
- Non vi limitiamo. Vi è permesso di fare anche l'impossibile.
Battaglia sul Volga
Il maresciallo Malinòvski raccontava in un cerchio ristretto delle persone dopo la festa di XX anniversario della battaglia di Stalingrado:
- Le due Guide, Hitler e Stalin, fecero una tritacarne vicino a Stalingrad. Visto il nome della città, aveva un significato simbolico. Le steppe dietro il Volga non servivano a nessuno, così come la città completamente distrutta. Quando le perdite superarono 600 mila persone, 5 comandanti dei fronti si erano riuniti ed hanno elaborato un piano come dividere l'esercito di Paulus dalle forze tedesche principali e liquidarlo. E lo fecero dopo aver ottenuto la nulla osta dal Quartiere Generale. Poi, l'idea dell'operazione fu attribuita a Stalin.
Maresciallo prigioniero
Negli anni 1943/44 Stalin non si immaginava ancora bene il futuro della Germania dopoguerra, e teneva al maresciallo Paulus prigioniero per il caso se la Germania avrebbe bisogno di un Keiser nuovo. Il maresciallo viveva vicino a Mosca, in una casella di legno sulla sponda di un lago. Dintorno al lago fu fatto un sentiero, dove il maresciallo passeggiava.
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mercoledì 27 febbraio 2008
Aneddoti storici su di Stalin, 3
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venerdì 25 gennaio 2008
Aneddoti storici su di Stalin
Aneddoti storici su di Stalin
dal libro di Jùri Bòrev "Staliniàda", 1991
Le ville
Stalin era il proprietario reale di molte ville in campagna appartenenti (formalmente) allo stato. In ciascuna di esse l'anno intero lavoravano domestici numerosi è tutto era mantenuto nello stato così, come se la Guida ci abitava ogni giorno. Persino il pranzo destinato per Stalin ci veniva preparato ogni giorno è si accettava in consegna compilandone un verbale di contabilità in iscritto, indipendentemente del fatto se c'era o meno quello chi lo doveva mangiare. Questo procedimento sì che assicurava una certa segretezza: nessuno non doveva mai sapere dove era Stalin al momento e dove intendeva andare prossimamente.
***
Ricordo la mia discussione con lo scrittore Ilja Erenburg. Lui affermava che siccome non sono rimasti i documenti, non si capirà mai niente nell'epoca di Stalin. Io gli obiettavo, che come ad un paleontologo basta un dente per capire l'aspetto esterno di un ictiosauro intero, ad uno storico del futuro basterà anche un documento solo, all'esempio, simile ad una disposizione:
"Trasmettere la macchina di cucire, appartenente all'officina n.1 alla fabbrica di cucito n. 7. I.Stalin". Essa dimostra una tale concentrazione del potere, un tale assolutismo, una tale autocrazia nel disporre dei minimi oggetti di pubblica proprietà, che lascia intravedere tutta la struttura della società, e capire bene il suo concetto anche senza nessun altro documento.
***
I tratti principali dell'epoca dello zar Nicolai I sono bene colti da una formula vile del conte Kleinmichel': "Maestà, a cosa Vi serve l'opinione pubblica? Non Vi basta forse la Vostra opinione?" Questa frase colpisce anche un'altra epoca simile, quella di Stalin.
La guida impara a parlare
Maria Zarva, che insegnava la lingua russa nell'Università di Mosca preparava Stalin a pronunciare i discorsi nel XVIII e XIX congressi del partito bolscevico, senza mai averlo incontrato di persona. Succedeva così. D'improvviso veniva una macchina a prenderla e la portava per un periodo indefinito in un posto dove c'erano n.3 magnetofoni. Su uno era registrato il discorso letto da Stalin stesso, su un altro sig.ra Zarva doveva registrare la versione corretta di ogni frase incorretta di Stalin. Sul terzo le due prime registrazioni venivano combinate per essere rimandati a Stalin. Ma la pronuncia e gli accenti raccomandati dalla sig.ra Zarva erano ricontrollati dalle altre persone ancora, ed a volte lei veniva rimproverata per aver corretto alla Guida scorrettamente.
Comprensione mutua
Un banchetto nel Cremlino. Stalin passeggia lungo la tavola fumando la pipa. Il famoso scrittore, conte Alexey Tolstoy sta dicendo un brindisi lungo in onore del compagno Stalin. Usa gli attributi sempre più superlativi, gli epiteti sempre più elevati. Stalin ascolta passeggiando, poi si ferma accanto a Tolstoy, gli da una manata sulla spalla e dice: "Basta affaccendarti, conte".
La scelta della variante del progetto
Stalin ordinò di costruire nel centro di Mosca un albergo dello stesso nome. Gli architetti prepararono il progetto. Hanno proposto n. due variante, il compagno Stalin doveva sceglierne uno. Per facilitare il paragone, le varianti erano disegnate sullo stesso foglio, divise dalla linea di asse. Ma la Guida non si intendeva nei disegni né progetti e firmò il foglio esattamente attraverso quella linea assiale, così che non si capiva quale dalle due varianti lui scelse ed approvò. Nessuno aveva coraggio per andare da lui e ridomandare. L'edificio dell'albergo "Mosca" era stato costruito asimmetrico, la metà della facciata da una variante, l'altra metà dall'altra variante.
Piccole astuzie
Negli anni 30-ta Stalin invitò a n. 4 cineasti sovietici più famosi e domandò cosa gli mancava per continuare il loro lavoro fruttifero: "Non fate scrupoli. Chiedete quello di cosa avete bisogno e tenteremmo di aiutarvi nell'ambito delle nostre possibilità".
Michail Romm si lamentò che viveva in un appartamento piccolo, aveva bisogno di un altro, più grande.
- Va bene, Le concederemo un appartamento grande.
Vsévolod Pudòvkin disse che lavorava bene solo in campagna, aveva bisogna di una villa in campagna.
- Va bene, Le concederemo una villa in campagna.
Ivan Pyriev ha detto che una villa già la aveva, ma era difficile ad arrivarci, aveva bisogno di una macchina.
- Va bene, Le concederemo una macchina.
Grigori Alexandrov era imbarazzato: la sua richiesta che era così tanto grande, che lui esitava se pronunciarla o meno.
- La dica senza scrupoli, lo incoraggiò Stalin.
- Vorrei ottenere il libro del compagno Stalin "Le questioni del Leninismo" firmato dall'autore. Sarà una gran fonte d'ispirazione per me.
- Va bene, Le regalerò questo libro con il mio autografo.
L'appartamento, la macchina e la villa erano stati concessi a Alexandrov come l'allegato al libro.
dal libro di Jùri Bòrev "Staliniàda", 1991
Le ville
Stalin era il proprietario reale di molte ville in campagna appartenenti (formalmente) allo stato. In ciascuna di esse l'anno intero lavoravano domestici numerosi è tutto era mantenuto nello stato così, come se la Guida ci abitava ogni giorno. Persino il pranzo destinato per Stalin ci veniva preparato ogni giorno è si accettava in consegna compilandone un verbale di contabilità in iscritto, indipendentemente del fatto se c'era o meno quello chi lo doveva mangiare. Questo procedimento sì che assicurava una certa segretezza: nessuno non doveva mai sapere dove era Stalin al momento e dove intendeva andare prossimamente.
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Ricordo la mia discussione con lo scrittore Ilja Erenburg. Lui affermava che siccome non sono rimasti i documenti, non si capirà mai niente nell'epoca di Stalin. Io gli obiettavo, che come ad un paleontologo basta un dente per capire l'aspetto esterno di un ictiosauro intero, ad uno storico del futuro basterà anche un documento solo, all'esempio, simile ad una disposizione:
"Trasmettere la macchina di cucire, appartenente all'officina n.1 alla fabbrica di cucito n. 7. I.Stalin". Essa dimostra una tale concentrazione del potere, un tale assolutismo, una tale autocrazia nel disporre dei minimi oggetti di pubblica proprietà, che lascia intravedere tutta la struttura della società, e capire bene il suo concetto anche senza nessun altro documento.
***
I tratti principali dell'epoca dello zar Nicolai I sono bene colti da una formula vile del conte Kleinmichel': "Maestà, a cosa Vi serve l'opinione pubblica? Non Vi basta forse la Vostra opinione?" Questa frase colpisce anche un'altra epoca simile, quella di Stalin.
La guida impara a parlare
Maria Zarva, che insegnava la lingua russa nell'Università di Mosca preparava Stalin a pronunciare i discorsi nel XVIII e XIX congressi del partito bolscevico, senza mai averlo incontrato di persona. Succedeva così. D'improvviso veniva una macchina a prenderla e la portava per un periodo indefinito in un posto dove c'erano n.3 magnetofoni. Su uno era registrato il discorso letto da Stalin stesso, su un altro sig.ra Zarva doveva registrare la versione corretta di ogni frase incorretta di Stalin. Sul terzo le due prime registrazioni venivano combinate per essere rimandati a Stalin. Ma la pronuncia e gli accenti raccomandati dalla sig.ra Zarva erano ricontrollati dalle altre persone ancora, ed a volte lei veniva rimproverata per aver corretto alla Guida scorrettamente.
Comprensione mutua
Un banchetto nel Cremlino. Stalin passeggia lungo la tavola fumando la pipa. Il famoso scrittore, conte Alexey Tolstoy sta dicendo un brindisi lungo in onore del compagno Stalin. Usa gli attributi sempre più superlativi, gli epiteti sempre più elevati. Stalin ascolta passeggiando, poi si ferma accanto a Tolstoy, gli da una manata sulla spalla e dice: "Basta affaccendarti, conte".
La scelta della variante del progetto
Stalin ordinò di costruire nel centro di Mosca un albergo dello stesso nome. Gli architetti prepararono il progetto. Hanno proposto n. due variante, il compagno Stalin doveva sceglierne uno. Per facilitare il paragone, le varianti erano disegnate sullo stesso foglio, divise dalla linea di asse. Ma la Guida non si intendeva nei disegni né progetti e firmò il foglio esattamente attraverso quella linea assiale, così che non si capiva quale dalle due varianti lui scelse ed approvò. Nessuno aveva coraggio per andare da lui e ridomandare. L'edificio dell'albergo "Mosca" era stato costruito asimmetrico, la metà della facciata da una variante, l'altra metà dall'altra variante.
Piccole astuzie
Negli anni 30-ta Stalin invitò a n. 4 cineasti sovietici più famosi e domandò cosa gli mancava per continuare il loro lavoro fruttifero: "Non fate scrupoli. Chiedete quello di cosa avete bisogno e tenteremmo di aiutarvi nell'ambito delle nostre possibilità".
Michail Romm si lamentò che viveva in un appartamento piccolo, aveva bisogno di un altro, più grande.
- Va bene, Le concederemo un appartamento grande.
Vsévolod Pudòvkin disse che lavorava bene solo in campagna, aveva bisogna di una villa in campagna.
- Va bene, Le concederemo una villa in campagna.
Ivan Pyriev ha detto che una villa già la aveva, ma era difficile ad arrivarci, aveva bisogno di una macchina.
- Va bene, Le concederemo una macchina.
Grigori Alexandrov era imbarazzato: la sua richiesta che era così tanto grande, che lui esitava se pronunciarla o meno.
- La dica senza scrupoli, lo incoraggiò Stalin.
- Vorrei ottenere il libro del compagno Stalin "Le questioni del Leninismo" firmato dall'autore. Sarà una gran fonte d'ispirazione per me.
- Va bene, Le regalerò questo libro con il mio autografo.
L'appartamento, la macchina e la villa erano stati concessi a Alexandrov come l'allegato al libro.
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