Staliniada
La distribuzione giusta
Nel 1949 Stalin telefonò alla casa editrice Goslitizdàt (Editori statali di belle lettere) e disse:
- Compagno Miasnikòv, non siamo stati noi a scegliere le moglie al defunto scrittore Alexey Tolstoy. Era stato lui stesso a sceglierle, perciò bisogna dividere l'onorario relativo al suo patrimonio letterario fra le due vedove, cioè la prima e la seconda sua moglie.
Cavalcatore
Allo Stalin gli dimostrano il film "La gente coraggiosa". Gli ha piaciuto come cavalcava l'attore Gribov. Lo lodò:
- Cavalca bene quest'attore.
Il capo dell'Ufficio cinematografico gli spiegò cautamente:
- Compagno Stalin, è un proiettore di sfondo (rear projector).
- Cosa sarebbe?
- Gribov sta facendo salti essendosi accavallato su uno sgabello, e sullo schermo di sfondo si proietta il paesaggio che si muove...
Stalin diventò pensieroso, poi sorpreso fa':
- E' su questo sgabello lì, che sperate di superare l'Hollywood?
Il traduttore
I film stranieri erano tradotti a Stalin da Bolshakòv, il capo dell'Ufficio cinematografico dell'URSS, il quale non parlava nemmeno una lingua straniera. Prima della dimostrazione ai membri del governo, lui, con un traduttore guardava il film più volte, imparava pro memoria tutta la traduzione sincronizzata (!!!) e poi la riraccontava durante la dimostrazione a Cremlino.
Senza accento
Il regista del film "La battaglia di Stalingrado" e tutti i capi della cinematografia sovietica erano molto preoccupati perché l'attore Dikij chi interpretava il ruolo di Stalin, non imitava l'accento georgiano della Guida. L'attore ha detto:
- Non mi insegniate il mio mestiere. So io come fare.
Dopo aver guardato il film, Stalin disse:
- Non assomiglia in assoluto, ma è interessante...
Fra un po' l'attore Dikij fu invitato a Cremlino.
Stalin disse:
- La ho invitato per domandare, perché Lei stava interpretando il mio ruolo senza imitare il mio accento?
- Stavo interpretando non il Suo ruolo, ma la Sua funzione statale.
La risposta piacque a Stalin, nemmeno lui stesso non voleva che lo guardino come una persona umana...
Nazionalnichilista
Stalin ricevette a Cremlino gli georgiani autori di un'opera fondamentale sulla storia di Georgia, insignita del premio Stalin. Loro erano sorpresi, che la Guida gli parlava solo in russo, e una volta gli scappò "da voi, georgiani...". E poi, un'altra volta: "Mentre da loro, russi...". Di che nazione dunque si percepiva Stalin alla fine degli anni 40'ta?
Georgiano? Russo? Piuttosto Iddio, chi non fa parte di nessuna nazione e non può neanche farla...
Nulla osta
Nel 1947 la regina di Belgio invitò a Leonid Kogan ed altri violinisti sovietici a partecipare nel concorso di violinisti. Sul telegramma d'invito Stalin scrisse la sua nulla osta: "Mandarli. Vincere i primi posti".
Il patrono attente degli attori
Un certo Dmitri P. faceva un piccolo impiegato della cancelleria del Comitato Centrale del Partito Comunista ed apprezzava il potere offerto dal suo posto. Una volta lui inserì nell'elenco già pronto degli insigniti del Premio Stalin il cognome di un'attrice, la sua amante. E quella fu insignita del premio! Ma siccome nel teatro sapevano i cognomi degli attori proposti inizialmente, si diceva:
- Ecco, Stalin stesso la ha inserita! Come è attente a guardare i nostri spettacoli! Si accorge persino dei personaggi, che appaiono in singoli episodi!
L'educazione
Quando Stalin seppe, che Alexej Kapler stava facendo corte alla sua figlia Svetlana, la portò allo specchio e disse:
- Guarda a te stessa. Pensi che sei innamorabile?
Chi arrestare?
Stalin disse a Beria (capo della KGB di allora):
- Lavrentij, non mi piace questo romanzo di mia figlia Svetlana, bisogna arrestare...
- Chi, Svetlana Iòssifovna?
- Che scemo sei! Kapler!
Visualizzazione post con etichetta Juri Borev. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Juri Borev. Mostra tutti i post
sabato 17 maggio 2008
mercoledì 30 aprile 2008
Aneddoti dal libro Staliniada di Juri Borev, parte 4
Benefattore dei prigionieri tedeschi
Nella città di Elàbuga c'era un campo di prigionieri tedeschi. Uno delle guardie russe li trattava male. I prigionieri hanno scritto una lamentela a Stalin e la guardia colpevole era stato trasferito. L'atteggiamento ai prigionieri tedeschi era buono. Ricevevano la razione del pane maggiore rispetto agli incarcerati russi.
Tedeschi del Volga
Premessa mia: Prima della guerra WWII nella parte dell'attuale territorio della regione di Saratov c'era la Repubblica sovietica autonoma dei tedeschi sul Volga, di circa 2 milioni d'abitanti. Nelle scuole si studiava in tedesco (non il tedesco!), si pubblicava i giornali ed i libri in tedesco. Nel secolo XVIII la zarina russa Caterina II, tedesca di nazione, ha invitato i coloni tedeschi di stabilirsi nel territorio spopolato...
Juri Borev racconta:
Quando studiavamo nel 8. grado di scuola, un amico mio, russo, al ricevere la carta d'identità alle 16 anni compiuti, alla domanda del polizia:
- Nazionalità?
Ha fatto scherzo e disse:
- Sono tedesco.
Così fu scritto nella sua carta d'identità. Tanto, nell'Unione Sovietica del tempo, tutte le nazioni avevano diritti uguali...
All'inizio della guerra Stalin ordinò di traslocare a Kazakistan tutti i tedeschi del Volga e tutta la gente di nazione tedesca dalle altre città del paese. Fu trasferito anche il ragazzo russo che anni fa per scherzo si era dichiarato tedesco. Non era riuscito né spiegare, né comprovare niente...
Nota mia: fra l'altro, anche negli Stati Uniti durante la guerra tutti i cittadini statunitensi di nazione giapponese erano messi nei campi di concentrazione...
L'etichetta cortigiana
De Gaulle notò che quando alla tavola Stalin brindava la salute di uno dei membri del Politburò del partito ed ogni brindato si affrettava lungo la tavola per fare cin cin con la Guida, questi osservava attentamente il passaggio del suo compagno di lotta: se non andava troppo fiero, se non indugiava, se non c'era tropp'orgoglio nella sua andatura. Era una specie del test di fedeltà.
Un regalo enigmatico
Quando Garriman partiva da Mosca, all'aerodromo gli hanno portato il regalo di Stalin: le scatole con la pellicola del film Volga-Volga. Tornato negli Stati Uniti, Garriman ed altri membri del governo statunitense hanno più volte guardato il film tentando d'indovinare il "significato nascosto" dello strano regalo. Nessuno non capiva niente. In fine decisero, che il busillis era nascosto nella canzone:
"America ha regalato alla Russia un vaporetto,
Grandi ruote, bassissima velocità".
Pensarono che accennava alla bassa qualità della merce americana fornita nell'ambito del sistema "Lend-lease". Mentre in realtà a Stalin piaceva tanto questa commedia, lui la ha vista tante volte e semplicemente voleva far piacere all'ospite importante.
Ci sarà comunque utile
Churchill propose di mandare, dopo la guerra, al fondo la flotta tedesca. Stalin sollevò l'indice e disse:
- Propongo di dividere la flotta tedesca fra gli alleati. Dopo di che la Bretagna può mandare al fondo la sua parte.
Nota mia: La nave Ammiraglio Nakhimov, collisa con una nave mercenaria ed andata al fondo del Mar Nero nel 1986 con 423 vittime, era ereditata dalla flotta tedesca, prima della guerra si chiamava "Berlino"...
Sì e No
Stalin parlava al telefono con Churchill:
- No... No... No... No... Sì.
Un corrispondente casualmente presente all'atto lo domanda:
- Compagno Stalin, con permesso, a quale domanda Lei ha risposto "Sì"?
- Churchill mi domandava se lo sentivo bene...
Il Levante
Per fare sporca agli inglesi e cacciarli via dalla Palestina, Stalin votò nell'ONU il riconoscimento dello stato dell'Israele, e lasciò andare all'Israele circa 300 ebrei sovietici, ufficiali militari, aventi esperienza di guerra. Questi ufficiali aiutarono di cacciare via dalla Palestina sia gli Inglesi, sia gli Arabi, ma non tornarono nell'Unione Sovietica per continuare al servizio di Stalin. Il ciò suscitò il suo antisemitismo.
Scrittori
Polikarpov, un boss del partito, cui era stata affidata la "supervisione" sull'Unione degli Scrittori Sovietici, una volta si lamentò:
- Compagno Stalin, lo scrittore N. non ce la faccio a controllarlo, è assolutamente disubbidiente. Forse farlo arrestare?
Stalin obiettò:
- Ma perché subito arrestare? Proviamo prima d'insignirlo di una decorazione d'onore. Forse diventerà più ubbidiente...
Vedi anche i tre miei post precedenti sullo stesso tema, dallo stesso libro
Nella città di Elàbuga c'era un campo di prigionieri tedeschi. Uno delle guardie russe li trattava male. I prigionieri hanno scritto una lamentela a Stalin e la guardia colpevole era stato trasferito. L'atteggiamento ai prigionieri tedeschi era buono. Ricevevano la razione del pane maggiore rispetto agli incarcerati russi.
Tedeschi del Volga
Premessa mia: Prima della guerra WWII nella parte dell'attuale territorio della regione di Saratov c'era la Repubblica sovietica autonoma dei tedeschi sul Volga, di circa 2 milioni d'abitanti. Nelle scuole si studiava in tedesco (non il tedesco!), si pubblicava i giornali ed i libri in tedesco. Nel secolo XVIII la zarina russa Caterina II, tedesca di nazione, ha invitato i coloni tedeschi di stabilirsi nel territorio spopolato...
Juri Borev racconta:
Quando studiavamo nel 8. grado di scuola, un amico mio, russo, al ricevere la carta d'identità alle 16 anni compiuti, alla domanda del polizia:
- Nazionalità?
Ha fatto scherzo e disse:
- Sono tedesco.
Così fu scritto nella sua carta d'identità. Tanto, nell'Unione Sovietica del tempo, tutte le nazioni avevano diritti uguali...
All'inizio della guerra Stalin ordinò di traslocare a Kazakistan tutti i tedeschi del Volga e tutta la gente di nazione tedesca dalle altre città del paese. Fu trasferito anche il ragazzo russo che anni fa per scherzo si era dichiarato tedesco. Non era riuscito né spiegare, né comprovare niente...
Nota mia: fra l'altro, anche negli Stati Uniti durante la guerra tutti i cittadini statunitensi di nazione giapponese erano messi nei campi di concentrazione...
L'etichetta cortigiana
De Gaulle notò che quando alla tavola Stalin brindava la salute di uno dei membri del Politburò del partito ed ogni brindato si affrettava lungo la tavola per fare cin cin con la Guida, questi osservava attentamente il passaggio del suo compagno di lotta: se non andava troppo fiero, se non indugiava, se non c'era tropp'orgoglio nella sua andatura. Era una specie del test di fedeltà.
Un regalo enigmatico
Quando Garriman partiva da Mosca, all'aerodromo gli hanno portato il regalo di Stalin: le scatole con la pellicola del film Volga-Volga. Tornato negli Stati Uniti, Garriman ed altri membri del governo statunitense hanno più volte guardato il film tentando d'indovinare il "significato nascosto" dello strano regalo. Nessuno non capiva niente. In fine decisero, che il busillis era nascosto nella canzone:
"America ha regalato alla Russia un vaporetto,
Grandi ruote, bassissima velocità".
Pensarono che accennava alla bassa qualità della merce americana fornita nell'ambito del sistema "Lend-lease". Mentre in realtà a Stalin piaceva tanto questa commedia, lui la ha vista tante volte e semplicemente voleva far piacere all'ospite importante.
Ci sarà comunque utile
Churchill propose di mandare, dopo la guerra, al fondo la flotta tedesca. Stalin sollevò l'indice e disse:
- Propongo di dividere la flotta tedesca fra gli alleati. Dopo di che la Bretagna può mandare al fondo la sua parte.
Nota mia: La nave Ammiraglio Nakhimov, collisa con una nave mercenaria ed andata al fondo del Mar Nero nel 1986 con 423 vittime, era ereditata dalla flotta tedesca, prima della guerra si chiamava "Berlino"...
Sì e No
Stalin parlava al telefono con Churchill:
- No... No... No... No... Sì.
Un corrispondente casualmente presente all'atto lo domanda:
- Compagno Stalin, con permesso, a quale domanda Lei ha risposto "Sì"?
- Churchill mi domandava se lo sentivo bene...
Il Levante
Per fare sporca agli inglesi e cacciarli via dalla Palestina, Stalin votò nell'ONU il riconoscimento dello stato dell'Israele, e lasciò andare all'Israele circa 300 ebrei sovietici, ufficiali militari, aventi esperienza di guerra. Questi ufficiali aiutarono di cacciare via dalla Palestina sia gli Inglesi, sia gli Arabi, ma non tornarono nell'Unione Sovietica per continuare al servizio di Stalin. Il ciò suscitò il suo antisemitismo.
Scrittori
Polikarpov, un boss del partito, cui era stata affidata la "supervisione" sull'Unione degli Scrittori Sovietici, una volta si lamentò:
- Compagno Stalin, lo scrittore N. non ce la faccio a controllarlo, è assolutamente disubbidiente. Forse farlo arrestare?
Stalin obiettò:
- Ma perché subito arrestare? Proviamo prima d'insignirlo di una decorazione d'onore. Forse diventerà più ubbidiente...
Vedi anche i tre miei post precedenti sullo stesso tema, dallo stesso libro
Etichette:
barzellette russe,
Juri Borev,
samara,
Stalin,
Staliniada
venerdì 25 gennaio 2008
Aneddoti storici su di Stalin
Aneddoti storici su di Stalin
dal libro di Jùri Bòrev "Staliniàda", 1991
Le ville
Stalin era il proprietario reale di molte ville in campagna appartenenti (formalmente) allo stato. In ciascuna di esse l'anno intero lavoravano domestici numerosi è tutto era mantenuto nello stato così, come se la Guida ci abitava ogni giorno. Persino il pranzo destinato per Stalin ci veniva preparato ogni giorno è si accettava in consegna compilandone un verbale di contabilità in iscritto, indipendentemente del fatto se c'era o meno quello chi lo doveva mangiare. Questo procedimento sì che assicurava una certa segretezza: nessuno non doveva mai sapere dove era Stalin al momento e dove intendeva andare prossimamente.
***
Ricordo la mia discussione con lo scrittore Ilja Erenburg. Lui affermava che siccome non sono rimasti i documenti, non si capirà mai niente nell'epoca di Stalin. Io gli obiettavo, che come ad un paleontologo basta un dente per capire l'aspetto esterno di un ictiosauro intero, ad uno storico del futuro basterà anche un documento solo, all'esempio, simile ad una disposizione:
"Trasmettere la macchina di cucire, appartenente all'officina n.1 alla fabbrica di cucito n. 7. I.Stalin". Essa dimostra una tale concentrazione del potere, un tale assolutismo, una tale autocrazia nel disporre dei minimi oggetti di pubblica proprietà, che lascia intravedere tutta la struttura della società, e capire bene il suo concetto anche senza nessun altro documento.
***
I tratti principali dell'epoca dello zar Nicolai I sono bene colti da una formula vile del conte Kleinmichel': "Maestà, a cosa Vi serve l'opinione pubblica? Non Vi basta forse la Vostra opinione?" Questa frase colpisce anche un'altra epoca simile, quella di Stalin.
La guida impara a parlare
Maria Zarva, che insegnava la lingua russa nell'Università di Mosca preparava Stalin a pronunciare i discorsi nel XVIII e XIX congressi del partito bolscevico, senza mai averlo incontrato di persona. Succedeva così. D'improvviso veniva una macchina a prenderla e la portava per un periodo indefinito in un posto dove c'erano n.3 magnetofoni. Su uno era registrato il discorso letto da Stalin stesso, su un altro sig.ra Zarva doveva registrare la versione corretta di ogni frase incorretta di Stalin. Sul terzo le due prime registrazioni venivano combinate per essere rimandati a Stalin. Ma la pronuncia e gli accenti raccomandati dalla sig.ra Zarva erano ricontrollati dalle altre persone ancora, ed a volte lei veniva rimproverata per aver corretto alla Guida scorrettamente.
Comprensione mutua
Un banchetto nel Cremlino. Stalin passeggia lungo la tavola fumando la pipa. Il famoso scrittore, conte Alexey Tolstoy sta dicendo un brindisi lungo in onore del compagno Stalin. Usa gli attributi sempre più superlativi, gli epiteti sempre più elevati. Stalin ascolta passeggiando, poi si ferma accanto a Tolstoy, gli da una manata sulla spalla e dice: "Basta affaccendarti, conte".
La scelta della variante del progetto
Stalin ordinò di costruire nel centro di Mosca un albergo dello stesso nome. Gli architetti prepararono il progetto. Hanno proposto n. due variante, il compagno Stalin doveva sceglierne uno. Per facilitare il paragone, le varianti erano disegnate sullo stesso foglio, divise dalla linea di asse. Ma la Guida non si intendeva nei disegni né progetti e firmò il foglio esattamente attraverso quella linea assiale, così che non si capiva quale dalle due varianti lui scelse ed approvò. Nessuno aveva coraggio per andare da lui e ridomandare. L'edificio dell'albergo "Mosca" era stato costruito asimmetrico, la metà della facciata da una variante, l'altra metà dall'altra variante.
Piccole astuzie
Negli anni 30-ta Stalin invitò a n. 4 cineasti sovietici più famosi e domandò cosa gli mancava per continuare il loro lavoro fruttifero: "Non fate scrupoli. Chiedete quello di cosa avete bisogno e tenteremmo di aiutarvi nell'ambito delle nostre possibilità".
Michail Romm si lamentò che viveva in un appartamento piccolo, aveva bisogno di un altro, più grande.
- Va bene, Le concederemo un appartamento grande.
Vsévolod Pudòvkin disse che lavorava bene solo in campagna, aveva bisogna di una villa in campagna.
- Va bene, Le concederemo una villa in campagna.
Ivan Pyriev ha detto che una villa già la aveva, ma era difficile ad arrivarci, aveva bisogno di una macchina.
- Va bene, Le concederemo una macchina.
Grigori Alexandrov era imbarazzato: la sua richiesta che era così tanto grande, che lui esitava se pronunciarla o meno.
- La dica senza scrupoli, lo incoraggiò Stalin.
- Vorrei ottenere il libro del compagno Stalin "Le questioni del Leninismo" firmato dall'autore. Sarà una gran fonte d'ispirazione per me.
- Va bene, Le regalerò questo libro con il mio autografo.
L'appartamento, la macchina e la villa erano stati concessi a Alexandrov come l'allegato al libro.
dal libro di Jùri Bòrev "Staliniàda", 1991
Le ville
Stalin era il proprietario reale di molte ville in campagna appartenenti (formalmente) allo stato. In ciascuna di esse l'anno intero lavoravano domestici numerosi è tutto era mantenuto nello stato così, come se la Guida ci abitava ogni giorno. Persino il pranzo destinato per Stalin ci veniva preparato ogni giorno è si accettava in consegna compilandone un verbale di contabilità in iscritto, indipendentemente del fatto se c'era o meno quello chi lo doveva mangiare. Questo procedimento sì che assicurava una certa segretezza: nessuno non doveva mai sapere dove era Stalin al momento e dove intendeva andare prossimamente.
***
Ricordo la mia discussione con lo scrittore Ilja Erenburg. Lui affermava che siccome non sono rimasti i documenti, non si capirà mai niente nell'epoca di Stalin. Io gli obiettavo, che come ad un paleontologo basta un dente per capire l'aspetto esterno di un ictiosauro intero, ad uno storico del futuro basterà anche un documento solo, all'esempio, simile ad una disposizione:
"Trasmettere la macchina di cucire, appartenente all'officina n.1 alla fabbrica di cucito n. 7. I.Stalin". Essa dimostra una tale concentrazione del potere, un tale assolutismo, una tale autocrazia nel disporre dei minimi oggetti di pubblica proprietà, che lascia intravedere tutta la struttura della società, e capire bene il suo concetto anche senza nessun altro documento.
***
I tratti principali dell'epoca dello zar Nicolai I sono bene colti da una formula vile del conte Kleinmichel': "Maestà, a cosa Vi serve l'opinione pubblica? Non Vi basta forse la Vostra opinione?" Questa frase colpisce anche un'altra epoca simile, quella di Stalin.
La guida impara a parlare
Maria Zarva, che insegnava la lingua russa nell'Università di Mosca preparava Stalin a pronunciare i discorsi nel XVIII e XIX congressi del partito bolscevico, senza mai averlo incontrato di persona. Succedeva così. D'improvviso veniva una macchina a prenderla e la portava per un periodo indefinito in un posto dove c'erano n.3 magnetofoni. Su uno era registrato il discorso letto da Stalin stesso, su un altro sig.ra Zarva doveva registrare la versione corretta di ogni frase incorretta di Stalin. Sul terzo le due prime registrazioni venivano combinate per essere rimandati a Stalin. Ma la pronuncia e gli accenti raccomandati dalla sig.ra Zarva erano ricontrollati dalle altre persone ancora, ed a volte lei veniva rimproverata per aver corretto alla Guida scorrettamente.
Comprensione mutua
Un banchetto nel Cremlino. Stalin passeggia lungo la tavola fumando la pipa. Il famoso scrittore, conte Alexey Tolstoy sta dicendo un brindisi lungo in onore del compagno Stalin. Usa gli attributi sempre più superlativi, gli epiteti sempre più elevati. Stalin ascolta passeggiando, poi si ferma accanto a Tolstoy, gli da una manata sulla spalla e dice: "Basta affaccendarti, conte".
La scelta della variante del progetto
Stalin ordinò di costruire nel centro di Mosca un albergo dello stesso nome. Gli architetti prepararono il progetto. Hanno proposto n. due variante, il compagno Stalin doveva sceglierne uno. Per facilitare il paragone, le varianti erano disegnate sullo stesso foglio, divise dalla linea di asse. Ma la Guida non si intendeva nei disegni né progetti e firmò il foglio esattamente attraverso quella linea assiale, così che non si capiva quale dalle due varianti lui scelse ed approvò. Nessuno aveva coraggio per andare da lui e ridomandare. L'edificio dell'albergo "Mosca" era stato costruito asimmetrico, la metà della facciata da una variante, l'altra metà dall'altra variante.
Piccole astuzie
Negli anni 30-ta Stalin invitò a n. 4 cineasti sovietici più famosi e domandò cosa gli mancava per continuare il loro lavoro fruttifero: "Non fate scrupoli. Chiedete quello di cosa avete bisogno e tenteremmo di aiutarvi nell'ambito delle nostre possibilità".
Michail Romm si lamentò che viveva in un appartamento piccolo, aveva bisogno di un altro, più grande.
- Va bene, Le concederemo un appartamento grande.
Vsévolod Pudòvkin disse che lavorava bene solo in campagna, aveva bisogna di una villa in campagna.
- Va bene, Le concederemo una villa in campagna.
Ivan Pyriev ha detto che una villa già la aveva, ma era difficile ad arrivarci, aveva bisogno di una macchina.
- Va bene, Le concederemo una macchina.
Grigori Alexandrov era imbarazzato: la sua richiesta che era così tanto grande, che lui esitava se pronunciarla o meno.
- La dica senza scrupoli, lo incoraggiò Stalin.
- Vorrei ottenere il libro del compagno Stalin "Le questioni del Leninismo" firmato dall'autore. Sarà una gran fonte d'ispirazione per me.
- Va bene, Le regalerò questo libro con il mio autografo.
L'appartamento, la macchina e la villa erano stati concessi a Alexandrov come l'allegato al libro.
Etichette:
aneddoti,
barzellette russe,
Juri Borev,
Stalin,
Staliniada
Iscriviti a:
Post (Atom)