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domenica 25 novembre 2012

$18 miliardi


Sei entrato in un negozio, perché fuori è freddo. Ci sei rimasto 5 minuti e, riscaldatoti, ne sei uscito, senza comprar niente. Presto! In tutte le città della Russia!

Una ragazza si voleva comprare le scarpe. Forse non le aveva, forse era già seccata di calzare quelle vecchie, forse ne aveva 100 paia a scelta, ma proprio queste le sembrarono particolarmente belle e gradite. Per farla breve: le si è comprate, si è messe e le portava e ne godeva. Non lungo tempo, però. Presto, la ragazza si era accorta, che le scarpe le erano strette, facevano i calli, poi c'era un piccolo chiodo, che le pungeva il tallone. E in genere, la forma di scarpa non le andava bene. La ragazza si rattristò, certo, ma continuava a portare le scarpe, sperando, che coll'uso si allarghino. Ne soffriva, piangeva, se ne lamentava persino alle amiche di come stava male, e come orribili erano le scarpe. Le amiche le compativano, certo, le più intelligenti le consigliavano a buttar via 'ste scarpe e trovarsi le altre, normali. Ma la ragazza non dava ascolto ai consigli, soffriva, ma le pativa. Perché credeva, nonostante di tutto, che col tempo queste scarpe orrende s'allargheranno, si cambieranno, si metteranno giudizio e smetteranno d'essere un tale cretino, egoista e donnaiolo!..

Non capisco: Onìscenko pure è il Capo medico sanitario di Russia! Pure lui stesso si può chiamare gli operatori sanitari ogniqualvolta ne abbia bisogno!

Vekselbérg diventò l'uomo più ricco di Russia. I beni, che gli appartengono, costano $18 miliardi. Per immaginare la cifra, devi sommare tutto quello, che ti appartiene a te, e poi aggiungere alla somma così ottenuta, un'altra, uguale a $18 miliardi.

Lavoro in una gran compagnia internazionale. Una volta mi chiama uno dei clienti, una compagnia da Lussemburgo. Chiede le informazioni più precise sull'ordine numero tale. Controllo lo status dell'ordine: mi sembra tutto apposto, sta per arrivare. Lo ridomando:
- e cosa le interessa di preciso di questo carico?
- Vogliamo sapere, se il nostro partner a Mosca ha ricevuto 'sta merce.
- Non ancora, lo riceverà solo alla fine di novembre.
- Ma proprio oggi abbiamo controllato lo status dell'ordine! La merce è già arrivata in Russia!
- Sì, infatti, il 5 novembre la nave è arrivata a Vladivostok.
- Ecco! - trionfa il cliente. Allora, come è possibile, che il nostro cliente a Mosca non lo abbia ancora ricevuto?
Ma come spiegarglielo? Dei nove fusi orari, che il viaggio del treno Mosca - Vladivostok può durare una settimana intera? Pure non mi crederà comunque! Da loro, in Lussemburgo, con un bus urbano in 10 minuti arrivi dalla capitale alla frontiera del paese...

- Lei vuole un caffè?
- Con piacere.
- Con piacere, purtroppo, non lo abbiamo, lo abbiamo solo con zucchero.

Quando si divorziavamo con mia moglie, il meglio dei beni lo ha avuto lei. Persino le calamita dal frigorifero! Lei le ha avute dagli USA, Canada, Australia, vari paesi europei, e a me mi rimasero quelle dall'Albania, Bielorussia, Tagikistan e Vietnam.

Avessi tu la scelta fra il comprare il risultato della FIFA 2013 e il portare tua ragazza al ristorante, per quale squadra avresti cominciato a giocare?

- Signorina, un attimo fa' Lei ha lasciato cadere una banconota di $100.
- $100 non valgono come un pretesto per far conoscenza.
- Allora, ne lasci cadere più!

giovedì 19 aprile 2012

L'Europa occupata, WWII


La continuazione della trasmissione del 14.04.2012 "Il costo della vittoria", sul tema "L'ordine nuovo" (Neue Ordnung) governativo, occupazionale, imposto dalla Germania nazista in vari paesi dell'Europa durante la WWII (la radio Eco di Mosca). La prima parte del testo vedi nel mio post: L'Europa durante la WWII

Il conduttore - il giornalista Vitalij Dymarskij, e l'intervistato - lo storico Konstantin Zalesskij

D: Ci siamo fermati sulla Croazia, la quale benché diventò regno, o non lo diventò ma era completa ed assolutamente...

Z: il regime fantoccio, vero e proprio.

D: Allora, la Serbia, lì è molto interessante.

Z: La situazione della Serbia era più complicata. Benché anche lì fu presumibilmente, creato uno stato serbo indipendente, come in Croazia, ma l'amministrazione locale in Serbia aveva molto meno diritti e possibilità. Cioè, quasi niente affatto. L'autorità in Serbia in pratica la esercitava il comandante delle truppe in Serbia, così si chiamava la sua carica. Cioè, ci governava il Wehrmacht, le Forze armate tedesche, tramite i suoi comandi militari in situ, c'erano dislocate le truppe, veniva esercitato il regime occupazionale.

D: Nemmeno per far finta non c'erano...

Z: L'amministrazione civile non c'esisteva affatto, c'erano i subordinati serbi del comando militare tedesco, responsabili delle questioni economiche, i quali rapinavano il paese, letteralmente. In realtà, indipendentemente dal regime del governo, alcuni dei quali li abbiamo già esaminati prima, c'era una particolarità comune a tutti i governi imposti dal Terzo Reich: appena si creava un'amministrazione locale, militare o civile, su un territorio occupato, i vari dicasteri del Reich subito ci nominavano i loro rappresentanti, in risultato, ci arrivavano le persone, ovviamente con i loro quartier generali, mai una sola persona, i quali sviluppavano le attività in loro settori. In teoria erano subordinati al capo tedesco in sito, ma in pratica ubbidivano ciascuno il loro capo a Berlino, e quell'ente che ne usciva vincitore come primo, amministrava poi il territorio... Certo, era il caos assoluto. Dunque, la Serbia era amministrata dal generale Nedic, un po' più tardi...

D: E non esisteva un procedimento politico-organizzativo già elaborato, una volta e per tutte?

Z: No, ogniqualvolta era una soluzione occasionale. Anche perché ci subentravano vari fattori. In Croazia poteva essere instaurato un regime tanto impotente, quanto quello in Serbia, ma, inaspettatamente, ci capitarono gli ustasci, cioè una forza politica pronazista. Inizialmente loro erano profascisti, e Hitler n'era molto preoccupato, che Pavelic poteva andarsene, perché lo sosteneva non la Germania, ma l'Italia, era praticamente un salariato d'Italia, cioè di fascisti, non di nazisti. E Hitler non n'era affatto entusiasmato, e non era inclino a consegnare il potere a Pavelic, ma Pavelic ce la fece in tempo di fare una mossa giusta, passare sotto l'altro padrone e promettere che avrebbe fatto tutto come lo vuole la Germania. Perciò, lo fecero gestore, lo aveva meritato, mentre la Serbia era occupata e basta.

D: Quali territori facevano parte di quello che si chiamava "Serbia" allora? Montenegro?

Z: No, assolutamente. Il Montenegro era a parte, lì c'era un altro regime occupazionale. Inizialmente il territorio l'ottenne l'Italia. Ci fu creato il governo locale, subordinato al commissario italiano. Appena l'Italia se n'era andata, il Montenegro fu occupato dalle truppe tedesche. Hanno dissolto l'amministrazione locale precedente, quella proitaliana, e la sostituirono con la loro, protedesca.

D: E Kosovo?

Z: Il Kosovo fu diviso in 3 parti. Un terzo del territorio, l'ottenne Serbia, una parte fu presa dall'Albania,

D: Mi scusi, per meglio capire: il nome ufficiale dello stato era "Lo stato indipendente Serbia"?

Z: Si, c'erano "Lo stato indipendente Serbia", "Lo stato indipendente Croazia", "Lo stato indipendente Slovacchia".

D: Nonostante il regime occupazionale così rigido, lo stesso, presumibilmente era uno stato indipendente?

Z: Ma, non era indipendente affatto, era assolutamente dipendente. N'ero sorpreso anch'io, quando son venuto a saperlo.

Dunque, un pezzo di Kosovo era dato all'Albania, cioè era sotto l'occupazione italiana. E il terzo suo pezzo apparteneva a Bulgaria.

D: E la Macedonia?

Z: Era sotto l'occupazione Bulgara. I Bulgari c'instaurarono un regime puramente occupazionale, dopo la WWII, un certo numero dei bulgari, che capeggiavano il regime occupazionale, fu fucilato. Da noi si parla e si sa poco, su quale era la situazione a Macedonia, ma il regime lì era alquanto crudele.

D: Dunque, continuiamo a muoverci sulla mappa, lasciamo stare Spagna, Portogallo e Andorra, non furono occupati, avevano i loro propri regimi fascisti...

Z: Rimanevano i paesi realmente indipendenti.

Ora siamo arrivati alla Francia del sud, il territorio governato dal maresciallo Pétain.

D: Quale era il regime lì, indipendente, nonostante di tutto?

Z: Non tanto indipendente. Dopo la sconfitta, la Francia fu divisa in 4 parti. Un piccolo territorio dintorno a Nizza lo ha preso l'Italia. Due dipartimenti settentrionali, mi sembra che erano Nord e Pas de Calais, erano alienati dalla Francia e riuniti con Belgio in un unico territorio occupato, sotto l'amministrazione militare del generale Volkenhausen. L'Alsazia fu annessa alla Germania, mentre questi due furono dati al Belgio e ai militari. Inizialmente, Hitler voleva farci un'amministrazione civile, un Reichskommissariat, in genere non fidava troppo ai militari. Però, Keitel lo aveva convinto, che era necessario, perché era la piazza d'armi per l'Inghilterra. In teoria, si teneva in mente la possibilità di aggredire da lì la Gran Bretagna. Perciò, fu organizzata l'amministrazione militare riunita del Belgio e della Francia del nord, capeggiata dal generale Volkenhausen. Poi, una parte considerevole di Francia, con il centro a Parigi, era, anch'essa sotto l'amministrazione militare tedesca. In parallelo ci funzionava l'amministrazione militare dei francesi, tutti questi comandi in situ, come farcela senza? Poi, sotto la linea di demarcazione c'era il territorio presumibilmente libero, non occupato. Mentre il territorio sopra la linea si chiamava ufficialmente "il territorio di Francia occupato", non faceva parte del Terzo Reich.

D: E il sud? "Lo stato indipendente Francia"?

Z: No, Francia e basta. La Repubblica Francese non fu liquidata, solo che sotto Pètain si chiamava non la Repubblica Francese, ma lo Stato Francese. Ma, ai Francesi 'ste cose gli piacciono: alla prima occasione capitatagli, cambiano sia la costituzione, sia il numero della repubblica. Ma Pétain non ce la fece a tempo di cambiare la costituzione, benché lo intendeva fare. Generalmente detto, a Vichi c'era una formazione statale semimonarchica. Tutte le leggi lì cominciavano "Noi, maresciallo Pétain, ordiniamo", così modesto era lui come persona.

Dunque, il territorio lì in teoria non era occupato, era controllato rigidamente dalla Germania, ma presumibilmente era uno stato indipendente, lì c'era un piccolo esercito, circa 100 - 150 mila persone, circa 3 o 4 divisioni, per lo più svolgeva le funzioni delle guardie dell'ordine. Ma il più importante era il fatto, che sotto il controllo del regime di Vichi era l'Africa del nord e una parte delle colonie francesi.

D: Non erano alienati?

Z: Erano lontano, come fai a togliergli? I tedeschi vorrebbero farlo. Molte colonie hanno riconosciuto l'autorità di Vichi, poi, c'era una cosa più importante per i tedeschi delle colonie, era la potente flotta francese, che alla vigilia della guerra si classificava la seconda in Europa. Era dislocata a Toulon e comandato dal generale Darlan, il quale si mise da parte di Vichi. Godeva dell'autorità incontestabile nella flotta, praticamente, era la sua flotta. Proprio perciò era così importante. Tanto più, che Hitler già nell'anno 1940, o 1941 diceva, che occupare il territorio del sud di Francia era facile, i noi lo faremo appena succeda qualcosa con l'Africa del nord. E quando, infatti, la cosa era successa, quando in novembre del 1942 Darlan, praticamente, prese la parte degli alleati e diede l'ordine di non opporre resistenza alle truppe inglesi-americane sbarcatesi sulla riva, fra pochi giorni fu attuato il piano "Atilla" e le troppe tedesche occuparono il sud di Francia. Ma il governo a Vichi era rimasto, il suo status ufficiale non era cambiato, ma ha perso completa e definitivamente tutta l'autorità. Pétain era rimasto capo dello stato francese, persino sul territorio del sud di Francia non fu instaurata l'amministrazione militare. Cioè, fu instaurata, ma senza la carica del capo dell'amministrazione militare, come a Parigi. Era subordinata a Runstadt, comandante in capo del fronte occidentale, e le troppe tedesche ci erano dislocati sull'invito del governo della Francia.

D: Come il "contingente limitato" sovietico all'invito del governo dell'Afghanistan...

Z: Sì, ma la confusione era tale, che al momento, quando il territorio della Francia era occupato dalle truppe alleate tedesche, in due settimane lì fu dichiarato un altra formazione semistatale - la città libera di Toulon, e la dichiararono i tedeschi, non gli francesi. Perché la flotta non abbia paura, che la intendevano occupare, e non se ne vada da qualche parte. Sino al 27 novembre Hitler pazientava, poi, il 27 presentò l'ultimatum, che bisogna farla esplodere, la flotta. E ovviamente fu esplosa. Ma lo status della città libera le ha lasciato, non lo volle cambiare.

D: Per andare definitivamente in fondo, e il Monaco, non aveva nessuno status?

Z: Non fu occupato.

D: Ma come? Certo che l'occuparono, era impossibile fare il giro lì, senza occupare... E il principe ci rimaneva?

Z: Tutto era assolutamente normale lì. Poi, dopo la Francia c'era Lussemburgo, fu occupato, subito c'imposero l'amministrazione civile, poi quell'amministrazione civile subito cominciò a preparare il suo territorio all'annessione, e già nel 1942...

D: Ma, Belgio, Olanda, Lussemburgo, erano le monarchie? Non furono detronizzati i monarchi?

Z: A Lussemburgo la monarchia rimase, ma la Duchessa aveva abbandonato il paese, ne fuggì. La dichiararono detronizzata e il paese fu annesso completamente dalla Germania nel 1942. Leopold, il re di Belgio, era rimasto nel paese, viveva come un prigioniero d'onore. Era internato, non rimaneva Capo dello Stato nemmeno dal punto di vista formale. La famiglia reale dell'Olanda era fuggita, evacuata in Inghilterra, la regina, con il principe e il governo. Fu instaurato lì il regime del Kommissariat dell'impero, era nominato il commissario. Fu dichiarato, che il commissario dell'impero era la persona che esercitava l'autorità suprema in nome di Germania sul territorio di quel paese, il quale controlla, che il governo agisca nell'interesse del Reich, nient'altro. Una specie del rappresentante. Mentre in realtà la carica fu affidata a Arthur Zeiss-Inquart, un nazista austriaco, l'apparato del suo Reichskommissariat governava il paese, e i gestori locali olandesi, rimastici al posto del governo olandese, non avevano quasi nessun'autorità. Cioè, l'autorità la esercitava Inquart, ma era controllato molto fitto da Berlino. Lui voleva creare un governo dai nazisti olandesi, ma non le lo permisero fare, allora, alla chetichella, lui gli nominava alle cariche subordinate. Cioè, era un'amministrazione occupazionale, ma civile, ovvio ci erano dislocate le truppe tedesche. Quel regime del governo si chiamava Reichskommissariat, commissariato d'impero. Più o meno lo stesso regime funzionava in Norvegia. C'era il famigerato governo di Krisling, ma era subordinato al commissario dell'impero, Josef Tarbowen, nominato alla carica. Era inteso, che i paesi dove i commissari controllavano i governi locali, come l'Olanda e la Norvegia, avevano la popolazione cui sangue era germana, godevano di una certa fiducia, e in futuro dovevano far parte non del Reich Millenario, ma del Reich di Gran Germania, insieme con alcuni altri stati incorporateci, forse con uno status semiautonomo. Mentre a Belgio e la Francia del nord, Himmler promuoveva la creazione lì dello stato SS-Burgundia, l'idea di rovinare tutto.

Con la Danimarca la confusione era ancora maggiore. Le truppe tedesche entrarono in Danimarca sotto il pretesto del difenderla, quel piccolo paese, dall'eventuale aggressione di Gran Bretagna, la quale voleva divorare la piccola Danimarca. Il paese fu occupato in un giorno, ma le truppe tedesche dichiararono, che non la occuparono, ma si trovavano lì per difenderla. Ovviamente, il governo danese continuava funzionare, il re rimase nel suo palazzo. Tutto era tranquillo. Era il territorio occupato ideale, il quale non veniva considerato occupato da nessuno. Al governo c'era il partito Socialdemocratico, c'era lì da tanti anni prima della guerra e ci rimase. Fra un certo tempo i tedeschi cominciarono a dare una stretta di vite. Ci fu mandato Obergruppenführer Best in qualità del rappresentante plenipotenziario dell'impero. Era il giurista principale del SS, gli affidarono la stretta di vite, ordinarono a deportare da lì tutti gli ebrei, mandargli a Polonia, nei campi di concentramento. Ma Best cominciò a sabotare gli ordini del governo di Berlino. Organizzò le fughe di notizie, cominciò con tutte le forze a frenare la deportazione ed impedire agli organi del SS cui lui sesso faceva parte. Un numero considerevole degli ebrei danesi ottennero la possibilità di andare illegalmente in Svezia, lui gli aveva salvati. Le autorità di Berlino erano scontentissime di tale sua attività, e in fin dei conti nel 1943 in Danimarca fu provvisoriamente, sino alla fine della guerra, dichiarato lo stato d'emergenza, l'autorità automaticamente passò nelle mani dei militari, allora ci si trovava il generale Heineken. Lui c'impose un regime molto differente da quello
dell'Obergruppenführer SS. Ha stretto i dadi subito. Il governo rimase, ma la Danimarca diventò il paese occupato davvero.

D: Quali erano le relazioni fra Berlino e Finlandia?

Z: Era l'alleato, il quale Germania sempre tentava di assoggettare, ma non riuscì di farlo. Mannerheim, persino dopo aver ammesso la presenza delle truppe tedeschi nel territorio finlandese, ce la fece lo stesso, a differenza di Antonescu o del re Boris bulgaro, a continuare la propria politica e non aggredì nemmeno la Leningrad, benché lo costringevano insistentemente di farlo.

D: Con la Svizzera tutto è più o meno chiaro. Perché la Svezia rimase neutrale?

Z: Molto probabilmente Hitler pianeggiava l'occupazione della Svezia. Però la Svezia gli forniva la materia prima molto importante: il minerale. E la prassi dimostra, che se occupare il paese, il volume delle forniture si abbassa di molto. Perciò lo stato neutrale della Svezia andava bene a Germania, Hitler decise di astenersi dall'occupazione.

D: I nostri ascoltatori ci mandarono tante domande su Himmler, Heydrich... All'esempio, i paesi del Mar Baltico furono considerati come il territorio sovietico?

Z: Sì, erano subordinati al Ministero dei territori orientali occupati. Ma siccome è molto difficile studiare la storia alla radio, c'è un libro molto buono sul tema del collaborazionismo europeo, il libro magnifico di M.I. Semiriàga "Collaborazionismo", pubblicato a Mosca nel 2000.

La prima parte della trasmissione vedi nel mio post L'Europa durante la WWII.
Il testo descifrato del podcast della trasmissione vedi nel sito ufficiale della radio Eco di Mosca.

Alcune note mie:
a) non sono storico, sono solo il traduttore. Non posso rispondere delle opinioni, atteggiamenti, veracità dei fatti storici.
b) non era una conferenza letta e registrata, ma la trasmissione in diretta, quando gli interlocutori si interrompono a vicenda, a volte parlano simultaneamente. Perciò il testo russo, decifrato e pubblicato sul sito ufficiale della stazione radio, è pieno di lacune, interruzioni, ripetizioni.
c) Ho omesso alcune frasi introduttive, il numero per spedire gli SMS ecc, alcune repliche brevi, del tipo "Davvero?" - "Sì" ecc.
d) In originale i nomi sono in cirillico, dove potevo, sono andato a controllare nella rete come vengono scritti in lettere latine.

venerdì 13 maggio 2011

L'ispettore generale


La citazione di uno dei regolamenti tecnici ufficiali:
"Le carrozzelle aperte devono essere corredate dai dispositivi che impediscano all'utente di cadere fuori: cinture di sicurezza, recinzioni, ecc. La forma dello schienale deve essere persistente.
I sistemi dei freni e del bloccaggio non devono essere accessibile all'utente, che si trova nella carrozzella, oppure la loro chiusura e apertura devono richiedere l'uso di ambo e mani, oppure l'utilizzo degli arnesi speciali".
Ecco come sono loro, gli utenti...

Per un certo periodo mi capitava spesso partecipare nelle recite dove partecipava anche il famoso prestigiatore Arutiùn Akopiàn. Dopo un concerto siamo andati a casa nella stessa macchina. Lui ha detto degli elogi sulla mia attività concertistica, poi, con il suo specifico accento armeno, domandò: "Boris, caro, Lei per caso non lavora con La "Mosconcerto"? No, - rispondo, - sono un attore teatrale. Massì, certo, - continuò lui. Sa, Lei, in quella "Mosconcerto" tutti sono vestiti così male, non c'è nemmeno una persona con chi parlare!"

111: La antica leggenda giapponese dice, che una persona, chi avrà fatto dalla carta n. 1000 uccelli gru, può pensarsi un desiderio e quello gli sarà esaudito.
222: La antica leggenda russa dice, che una persona, chi avrà fatto dalla carta n. 1000 uccelli gru, sarà estremamente stanca.
111: Secondo le esperienze, rimandate a noi dalle tradizioni antiche, una persona russa può diventare estremamente stanca persino senza aver fatto niente.

111: Il mio computer a volte funziona scorretto, cosa fare???
Le risposte:
222: La mia utilitaria non si accende, quale è la causa?
333: Voglio dimagrire, ma non lo riesco, cosa fare?
444: Sono litigato con mia moglie, perché?
555: Ho cotto i ravioli, risultarono malriusciti, perché?
666: Mi sento male, come guarire?
111: Ma voialtri siete tutte sceme, o come? 'Sto forum è sul tema dei computer, e non per le massaie stupide, come voi!!! Ho bisogno di una risposta esatta alla domanda concreta!!


Avendo letto, che il film "Il mondo sperduto" non è controindicato ai bambini, la mamma ha andato a vederlo con sue due figlie, di 4 e 6 anni. Immaginate pure il suo orrore, quando sullo schermo i due dinosauri presero un uomo alle mani e lo strapparono in due! Ma la sua figlia minore ha percepito 'sta scena diversamente:
- Guarda, mamma, come brave sono 'ste bestie! Si spartono le cose fra di loro, come c'insegni anche tu!

[Purpleblood] Che gioia! Mi regalarono una chitarra elettrica!
[Ahalay] Chic!
[Ahalay] Ora la suonerai le giornate intere, come quel coglione del mio vicino!
[Purpleblood] Non la so suonare.
[Ahalay] Nemmeno lui lo sa, 'sto bastardo!

Per i suoi meriti in lavoro, l'Iddio creò all'uomo una donna. Risultò d'essere una bestia stupida assai, ma divertente.

Un ragazzo domanda ad una ragazza:
- Signorina, dove lei ha preso le gambe così belle?
- Le ho comprate in un negozio!
- E il viso Le lo hanno dato come il resto?
[nei tempi sovietici le commesse, se non avevano spiccioli, erano soliti di dire, all'esempio: Le devo 2 copechi, ma non ho spiccioli. Prenda come il resto queste due scatole di fiammiferi]

- Vuoi andare oggi a patinare?
- No, anche senza, già tutto il mio corpo è coperto dalle macchie blu.
- Ma cosa hai?
- L'allergia contro le pattine.

Lo stabilimento che gli produce, il più grande nel mondo, si trova in Russia. Si può vedergli, all'esempio, nelle città di Argentina e di Columbia, dove vengono chiamati "cervi russi". Che cosa sono? La risposta: i filobus.

Sino agli anni 20'ti in Uganda, Tailandia, Albania e Columbia i francobolli postali erano semplicemente battuti sulle macchine per scrivere. Come quelli francobolli stampati erano protetti contro le contraffazioni? La risposta: in nessun modo, siccome in ogni paese elencato sopra c'erano solo una o due macchine per scrivere.

Recentemente la compagnia teatrale "Aristocrato" a Jakarta ha messo in scena una commedia, cui azione è riportata nell'Indonesia di oggigiorno. Il regista Uciok Siregar in un'intervista al giornale Izvestia, ha detto, che la pièce "ci ha offerto la possibilità di parlare dalla scena ad alta voce delle situazioni discussi dai semplici abitanti d'Indonesia a casa, al lavoro, in caffetterie e nelle fermate di autobus". Di che opera teatrale si tratta? La risposta: "L'ispettore generale" di Gogol.


Le foto sono dal sito lols.ru