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giovedì 19 aprile 2012

L'Europa occupata, WWII


La continuazione della trasmissione del 14.04.2012 "Il costo della vittoria", sul tema "L'ordine nuovo" (Neue Ordnung) governativo, occupazionale, imposto dalla Germania nazista in vari paesi dell'Europa durante la WWII (la radio Eco di Mosca). La prima parte del testo vedi nel mio post: L'Europa durante la WWII

Il conduttore - il giornalista Vitalij Dymarskij, e l'intervistato - lo storico Konstantin Zalesskij

D: Ci siamo fermati sulla Croazia, la quale benché diventò regno, o non lo diventò ma era completa ed assolutamente...

Z: il regime fantoccio, vero e proprio.

D: Allora, la Serbia, lì è molto interessante.

Z: La situazione della Serbia era più complicata. Benché anche lì fu presumibilmente, creato uno stato serbo indipendente, come in Croazia, ma l'amministrazione locale in Serbia aveva molto meno diritti e possibilità. Cioè, quasi niente affatto. L'autorità in Serbia in pratica la esercitava il comandante delle truppe in Serbia, così si chiamava la sua carica. Cioè, ci governava il Wehrmacht, le Forze armate tedesche, tramite i suoi comandi militari in situ, c'erano dislocate le truppe, veniva esercitato il regime occupazionale.

D: Nemmeno per far finta non c'erano...

Z: L'amministrazione civile non c'esisteva affatto, c'erano i subordinati serbi del comando militare tedesco, responsabili delle questioni economiche, i quali rapinavano il paese, letteralmente. In realtà, indipendentemente dal regime del governo, alcuni dei quali li abbiamo già esaminati prima, c'era una particolarità comune a tutti i governi imposti dal Terzo Reich: appena si creava un'amministrazione locale, militare o civile, su un territorio occupato, i vari dicasteri del Reich subito ci nominavano i loro rappresentanti, in risultato, ci arrivavano le persone, ovviamente con i loro quartier generali, mai una sola persona, i quali sviluppavano le attività in loro settori. In teoria erano subordinati al capo tedesco in sito, ma in pratica ubbidivano ciascuno il loro capo a Berlino, e quell'ente che ne usciva vincitore come primo, amministrava poi il territorio... Certo, era il caos assoluto. Dunque, la Serbia era amministrata dal generale Nedic, un po' più tardi...

D: E non esisteva un procedimento politico-organizzativo già elaborato, una volta e per tutte?

Z: No, ogniqualvolta era una soluzione occasionale. Anche perché ci subentravano vari fattori. In Croazia poteva essere instaurato un regime tanto impotente, quanto quello in Serbia, ma, inaspettatamente, ci capitarono gli ustasci, cioè una forza politica pronazista. Inizialmente loro erano profascisti, e Hitler n'era molto preoccupato, che Pavelic poteva andarsene, perché lo sosteneva non la Germania, ma l'Italia, era praticamente un salariato d'Italia, cioè di fascisti, non di nazisti. E Hitler non n'era affatto entusiasmato, e non era inclino a consegnare il potere a Pavelic, ma Pavelic ce la fece in tempo di fare una mossa giusta, passare sotto l'altro padrone e promettere che avrebbe fatto tutto come lo vuole la Germania. Perciò, lo fecero gestore, lo aveva meritato, mentre la Serbia era occupata e basta.

D: Quali territori facevano parte di quello che si chiamava "Serbia" allora? Montenegro?

Z: No, assolutamente. Il Montenegro era a parte, lì c'era un altro regime occupazionale. Inizialmente il territorio l'ottenne l'Italia. Ci fu creato il governo locale, subordinato al commissario italiano. Appena l'Italia se n'era andata, il Montenegro fu occupato dalle truppe tedesche. Hanno dissolto l'amministrazione locale precedente, quella proitaliana, e la sostituirono con la loro, protedesca.

D: E Kosovo?

Z: Il Kosovo fu diviso in 3 parti. Un terzo del territorio, l'ottenne Serbia, una parte fu presa dall'Albania,

D: Mi scusi, per meglio capire: il nome ufficiale dello stato era "Lo stato indipendente Serbia"?

Z: Si, c'erano "Lo stato indipendente Serbia", "Lo stato indipendente Croazia", "Lo stato indipendente Slovacchia".

D: Nonostante il regime occupazionale così rigido, lo stesso, presumibilmente era uno stato indipendente?

Z: Ma, non era indipendente affatto, era assolutamente dipendente. N'ero sorpreso anch'io, quando son venuto a saperlo.

Dunque, un pezzo di Kosovo era dato all'Albania, cioè era sotto l'occupazione italiana. E il terzo suo pezzo apparteneva a Bulgaria.

D: E la Macedonia?

Z: Era sotto l'occupazione Bulgara. I Bulgari c'instaurarono un regime puramente occupazionale, dopo la WWII, un certo numero dei bulgari, che capeggiavano il regime occupazionale, fu fucilato. Da noi si parla e si sa poco, su quale era la situazione a Macedonia, ma il regime lì era alquanto crudele.

D: Dunque, continuiamo a muoverci sulla mappa, lasciamo stare Spagna, Portogallo e Andorra, non furono occupati, avevano i loro propri regimi fascisti...

Z: Rimanevano i paesi realmente indipendenti.

Ora siamo arrivati alla Francia del sud, il territorio governato dal maresciallo Pétain.

D: Quale era il regime lì, indipendente, nonostante di tutto?

Z: Non tanto indipendente. Dopo la sconfitta, la Francia fu divisa in 4 parti. Un piccolo territorio dintorno a Nizza lo ha preso l'Italia. Due dipartimenti settentrionali, mi sembra che erano Nord e Pas de Calais, erano alienati dalla Francia e riuniti con Belgio in un unico territorio occupato, sotto l'amministrazione militare del generale Volkenhausen. L'Alsazia fu annessa alla Germania, mentre questi due furono dati al Belgio e ai militari. Inizialmente, Hitler voleva farci un'amministrazione civile, un Reichskommissariat, in genere non fidava troppo ai militari. Però, Keitel lo aveva convinto, che era necessario, perché era la piazza d'armi per l'Inghilterra. In teoria, si teneva in mente la possibilità di aggredire da lì la Gran Bretagna. Perciò, fu organizzata l'amministrazione militare riunita del Belgio e della Francia del nord, capeggiata dal generale Volkenhausen. Poi, una parte considerevole di Francia, con il centro a Parigi, era, anch'essa sotto l'amministrazione militare tedesca. In parallelo ci funzionava l'amministrazione militare dei francesi, tutti questi comandi in situ, come farcela senza? Poi, sotto la linea di demarcazione c'era il territorio presumibilmente libero, non occupato. Mentre il territorio sopra la linea si chiamava ufficialmente "il territorio di Francia occupato", non faceva parte del Terzo Reich.

D: E il sud? "Lo stato indipendente Francia"?

Z: No, Francia e basta. La Repubblica Francese non fu liquidata, solo che sotto Pètain si chiamava non la Repubblica Francese, ma lo Stato Francese. Ma, ai Francesi 'ste cose gli piacciono: alla prima occasione capitatagli, cambiano sia la costituzione, sia il numero della repubblica. Ma Pétain non ce la fece a tempo di cambiare la costituzione, benché lo intendeva fare. Generalmente detto, a Vichi c'era una formazione statale semimonarchica. Tutte le leggi lì cominciavano "Noi, maresciallo Pétain, ordiniamo", così modesto era lui come persona.

Dunque, il territorio lì in teoria non era occupato, era controllato rigidamente dalla Germania, ma presumibilmente era uno stato indipendente, lì c'era un piccolo esercito, circa 100 - 150 mila persone, circa 3 o 4 divisioni, per lo più svolgeva le funzioni delle guardie dell'ordine. Ma il più importante era il fatto, che sotto il controllo del regime di Vichi era l'Africa del nord e una parte delle colonie francesi.

D: Non erano alienati?

Z: Erano lontano, come fai a togliergli? I tedeschi vorrebbero farlo. Molte colonie hanno riconosciuto l'autorità di Vichi, poi, c'era una cosa più importante per i tedeschi delle colonie, era la potente flotta francese, che alla vigilia della guerra si classificava la seconda in Europa. Era dislocata a Toulon e comandato dal generale Darlan, il quale si mise da parte di Vichi. Godeva dell'autorità incontestabile nella flotta, praticamente, era la sua flotta. Proprio perciò era così importante. Tanto più, che Hitler già nell'anno 1940, o 1941 diceva, che occupare il territorio del sud di Francia era facile, i noi lo faremo appena succeda qualcosa con l'Africa del nord. E quando, infatti, la cosa era successa, quando in novembre del 1942 Darlan, praticamente, prese la parte degli alleati e diede l'ordine di non opporre resistenza alle truppe inglesi-americane sbarcatesi sulla riva, fra pochi giorni fu attuato il piano "Atilla" e le troppe tedesche occuparono il sud di Francia. Ma il governo a Vichi era rimasto, il suo status ufficiale non era cambiato, ma ha perso completa e definitivamente tutta l'autorità. Pétain era rimasto capo dello stato francese, persino sul territorio del sud di Francia non fu instaurata l'amministrazione militare. Cioè, fu instaurata, ma senza la carica del capo dell'amministrazione militare, come a Parigi. Era subordinata a Runstadt, comandante in capo del fronte occidentale, e le troppe tedesche ci erano dislocati sull'invito del governo della Francia.

D: Come il "contingente limitato" sovietico all'invito del governo dell'Afghanistan...

Z: Sì, ma la confusione era tale, che al momento, quando il territorio della Francia era occupato dalle truppe alleate tedesche, in due settimane lì fu dichiarato un altra formazione semistatale - la città libera di Toulon, e la dichiararono i tedeschi, non gli francesi. Perché la flotta non abbia paura, che la intendevano occupare, e non se ne vada da qualche parte. Sino al 27 novembre Hitler pazientava, poi, il 27 presentò l'ultimatum, che bisogna farla esplodere, la flotta. E ovviamente fu esplosa. Ma lo status della città libera le ha lasciato, non lo volle cambiare.

D: Per andare definitivamente in fondo, e il Monaco, non aveva nessuno status?

Z: Non fu occupato.

D: Ma come? Certo che l'occuparono, era impossibile fare il giro lì, senza occupare... E il principe ci rimaneva?

Z: Tutto era assolutamente normale lì. Poi, dopo la Francia c'era Lussemburgo, fu occupato, subito c'imposero l'amministrazione civile, poi quell'amministrazione civile subito cominciò a preparare il suo territorio all'annessione, e già nel 1942...

D: Ma, Belgio, Olanda, Lussemburgo, erano le monarchie? Non furono detronizzati i monarchi?

Z: A Lussemburgo la monarchia rimase, ma la Duchessa aveva abbandonato il paese, ne fuggì. La dichiararono detronizzata e il paese fu annesso completamente dalla Germania nel 1942. Leopold, il re di Belgio, era rimasto nel paese, viveva come un prigioniero d'onore. Era internato, non rimaneva Capo dello Stato nemmeno dal punto di vista formale. La famiglia reale dell'Olanda era fuggita, evacuata in Inghilterra, la regina, con il principe e il governo. Fu instaurato lì il regime del Kommissariat dell'impero, era nominato il commissario. Fu dichiarato, che il commissario dell'impero era la persona che esercitava l'autorità suprema in nome di Germania sul territorio di quel paese, il quale controlla, che il governo agisca nell'interesse del Reich, nient'altro. Una specie del rappresentante. Mentre in realtà la carica fu affidata a Arthur Zeiss-Inquart, un nazista austriaco, l'apparato del suo Reichskommissariat governava il paese, e i gestori locali olandesi, rimastici al posto del governo olandese, non avevano quasi nessun'autorità. Cioè, l'autorità la esercitava Inquart, ma era controllato molto fitto da Berlino. Lui voleva creare un governo dai nazisti olandesi, ma non le lo permisero fare, allora, alla chetichella, lui gli nominava alle cariche subordinate. Cioè, era un'amministrazione occupazionale, ma civile, ovvio ci erano dislocate le truppe tedesche. Quel regime del governo si chiamava Reichskommissariat, commissariato d'impero. Più o meno lo stesso regime funzionava in Norvegia. C'era il famigerato governo di Krisling, ma era subordinato al commissario dell'impero, Josef Tarbowen, nominato alla carica. Era inteso, che i paesi dove i commissari controllavano i governi locali, come l'Olanda e la Norvegia, avevano la popolazione cui sangue era germana, godevano di una certa fiducia, e in futuro dovevano far parte non del Reich Millenario, ma del Reich di Gran Germania, insieme con alcuni altri stati incorporateci, forse con uno status semiautonomo. Mentre a Belgio e la Francia del nord, Himmler promuoveva la creazione lì dello stato SS-Burgundia, l'idea di rovinare tutto.

Con la Danimarca la confusione era ancora maggiore. Le truppe tedesche entrarono in Danimarca sotto il pretesto del difenderla, quel piccolo paese, dall'eventuale aggressione di Gran Bretagna, la quale voleva divorare la piccola Danimarca. Il paese fu occupato in un giorno, ma le truppe tedesche dichiararono, che non la occuparono, ma si trovavano lì per difenderla. Ovviamente, il governo danese continuava funzionare, il re rimase nel suo palazzo. Tutto era tranquillo. Era il territorio occupato ideale, il quale non veniva considerato occupato da nessuno. Al governo c'era il partito Socialdemocratico, c'era lì da tanti anni prima della guerra e ci rimase. Fra un certo tempo i tedeschi cominciarono a dare una stretta di vite. Ci fu mandato Obergruppenführer Best in qualità del rappresentante plenipotenziario dell'impero. Era il giurista principale del SS, gli affidarono la stretta di vite, ordinarono a deportare da lì tutti gli ebrei, mandargli a Polonia, nei campi di concentramento. Ma Best cominciò a sabotare gli ordini del governo di Berlino. Organizzò le fughe di notizie, cominciò con tutte le forze a frenare la deportazione ed impedire agli organi del SS cui lui sesso faceva parte. Un numero considerevole degli ebrei danesi ottennero la possibilità di andare illegalmente in Svezia, lui gli aveva salvati. Le autorità di Berlino erano scontentissime di tale sua attività, e in fin dei conti nel 1943 in Danimarca fu provvisoriamente, sino alla fine della guerra, dichiarato lo stato d'emergenza, l'autorità automaticamente passò nelle mani dei militari, allora ci si trovava il generale Heineken. Lui c'impose un regime molto differente da quello
dell'Obergruppenführer SS. Ha stretto i dadi subito. Il governo rimase, ma la Danimarca diventò il paese occupato davvero.

D: Quali erano le relazioni fra Berlino e Finlandia?

Z: Era l'alleato, il quale Germania sempre tentava di assoggettare, ma non riuscì di farlo. Mannerheim, persino dopo aver ammesso la presenza delle truppe tedeschi nel territorio finlandese, ce la fece lo stesso, a differenza di Antonescu o del re Boris bulgaro, a continuare la propria politica e non aggredì nemmeno la Leningrad, benché lo costringevano insistentemente di farlo.

D: Con la Svizzera tutto è più o meno chiaro. Perché la Svezia rimase neutrale?

Z: Molto probabilmente Hitler pianeggiava l'occupazione della Svezia. Però la Svezia gli forniva la materia prima molto importante: il minerale. E la prassi dimostra, che se occupare il paese, il volume delle forniture si abbassa di molto. Perciò lo stato neutrale della Svezia andava bene a Germania, Hitler decise di astenersi dall'occupazione.

D: I nostri ascoltatori ci mandarono tante domande su Himmler, Heydrich... All'esempio, i paesi del Mar Baltico furono considerati come il territorio sovietico?

Z: Sì, erano subordinati al Ministero dei territori orientali occupati. Ma siccome è molto difficile studiare la storia alla radio, c'è un libro molto buono sul tema del collaborazionismo europeo, il libro magnifico di M.I. Semiriàga "Collaborazionismo", pubblicato a Mosca nel 2000.

La prima parte della trasmissione vedi nel mio post L'Europa durante la WWII.
Il testo descifrato del podcast della trasmissione vedi nel sito ufficiale della radio Eco di Mosca.

Alcune note mie:
a) non sono storico, sono solo il traduttore. Non posso rispondere delle opinioni, atteggiamenti, veracità dei fatti storici.
b) non era una conferenza letta e registrata, ma la trasmissione in diretta, quando gli interlocutori si interrompono a vicenda, a volte parlano simultaneamente. Perciò il testo russo, decifrato e pubblicato sul sito ufficiale della stazione radio, è pieno di lacune, interruzioni, ripetizioni.
c) Ho omesso alcune frasi introduttive, il numero per spedire gli SMS ecc, alcune repliche brevi, del tipo "Davvero?" - "Sì" ecc.
d) In originale i nomi sono in cirillico, dove potevo, sono andato a controllare nella rete come vengono scritti in lettere latine.

martedì 17 aprile 2012

L'Europa durante la WWII


Da molti anni ormai alla radio Eco di Mosca c'è una trasmissione settimanale sui vari aspetti storici della WWII "Il costo della vittoria".Un paio di volte ne avevo pubblicato alcuni frammenti in questo mio blog (vedi La deportazione degli abitanti Italiani di Crimea). La trasmissione del 14.04.2012 era sul tema che, secondo me, potrebbe, più che gli altri, interessare il pubblico italiano: "L'ordine nuovo" (Neue Ordnung) governativo, occupazionale, instaurato dalla Germania nazista in vari paesi dell'Europa.

Il conduttore - il giornalista Vitalij Dymarskij, e l'intervistato - lo storico Konstantin Zalesskij

D: i paesi occupati erano molti, i regimi del governo erano molto differenti. Di più, è difficile dal punto di vista giuridico distinguere, dove era l'occupazione vera e propria, e dove era un regime semioccupazionale... Konstantin, la prima domanda: da che cosa dipendevano le differenze nel regime del governo che il Terzo Reich imponeva ai territori occupati: dall'etnia popolante, dagli altri fattori?

Z: Sì, se bisogna scegliere un fattore principale, sarà la componente etnica, cioè, il futuro che Hitler programmava per il territorio. E quel futuro pianeggiato dipendeva dall'etnia popolante. Se in un futuro, anche se lontano, si programmava includere il territorio nel Reich Millenario, s'instaurava lì un regime di un certo tipo, ma anch'essi erano molto dissimili l'uno fra l'altro, se, invece si programmava la colonizzazione del territorio, era il regime di governo della "seconda scelta", se, di più, era popolato delle etnie non adatte per essere incluse nel Reich Millenario, era un altro modo del governo ancora.

D: Mi scusi ma la differenza fra i regimi di prima e seconda "scelta" era nella crudeltà verso la popolazione?

Z: No, la crudeltà era comunque onnipresente, benché in alcuni paesi, all'esempio, in Danimarca o Norvegia, per un certo tempo i tedeschi fingevano... no, la parola "liberalismo" non ci va bene, ma una certa condiscendenza, protezionismo. Dimostravano un comportamento più leale, persino ci furono svolte le elezioni. Danimarca è l'unico paese dove sotto i tedeschi si erano una volta sola svolte le elezioni nel parlamento del paese. Risultarono in uno scandalo, siccome nelle elezioni sul territorio controllato dall'esercito tedesco i nazisti locali, danesi, ricevettero circa 2% dei voti.

D: E cosa dirà di Austria, Cechia, Moravia? Erano incluse nel Terzo Reich? Giuridicamente le consideravano i territori occupati?

Z: Assolutamente no! Ci bisogna distinguere....

D: Ma erano i territori annessi?

Z: Non del tutto annessi, ci bisogna scrutinare vari aspetti: alcuni territori erano incluse nel Terzo Reich, gli altri - nel Reich Millenario.

D: Una parte di Polonia?

Z: Sì, ma non solo. Della Polonia parleremo a parte, prima era l'Austria, il pezzo più grande.

D: L'Anschluss.

Z: Austria, poi c'erano vari pezzetti piccoli; Alsazia e Lorena, i Sudeti, le zone di popolazione tedesca, alienati dalla Cecoslovacchia. Dalla Polonia furono alienate Danzica, cioè la Prussia Occidentale, Poznan'... Furono incorporati, direttamente nel territorio del Reich.

D: Mi scusi, ma quella parte della Polonia incorporata...

Z: Ma sì, diventarono i territori dell'Impero Germano.

D: Ma furono popolati dai tedeschi?

Z: Sì, c'era una quota alta assai della popolazione tedesca, volksdeutsche. Da lì i polacchi furono deportati alla scala larga, cioè, dal punto di vista nazista quelli territori non dovevano essere "tedeschizzati" artificialmente, il processo andava naturalmente, la percentuale dei polacchi non c'era alta. Tanto che prima i territori erano tedeschi, alienati da Germania a favore di Polonia dopo la WWI. E i 50% della popolazione dei Sudeti erano tedeschi.

All'esempio, ora gli Austriaci sempre dicono, che furono occupati, ma era un affare molto complicato. Era l'Anschluss, cioè non era né l'occupazione, né la conquista, ma proprio l'unione.

D: Non era l'annessione?

Z: No, persino non era un'annessione. L'Anschluss intende i passi reciproci all'incontro. Benché è vero, che il referendum in Austria era sotto il controllo delle autorità naziste, ma non c'è dubbio che risultò in 90% dei voti pro. Ci sono i documentari, non messi in scena da Goebbels, dove le calche degli Austriaci acclamano, entusiasmati, le troppe tedesche. Persino prima della WWI in Austria c'erano i movimenti influenti mirati a radunare tutti i tedeschi in uno stato, cioè all'unione fra Germania e Austria. La non riunione della Germania e Austria dopo la WWI era dovuta, solo ed esclusivamente, all'atteggiamento negativo e fermo, preso dalla Francia. Non gli permisero ai due paesi d'entrare persino in un'unione doganale! Il partito nazista austriaco era molto forte... E anche prima dell'Anschluss il regime in Austria era semifascista, di più, proprio fascista, non nazista, cioè orientato all'Italia fascista. Assolutamente non era democratico, era il cambio alla pari, perciò l'Austria tutta era inclusa nel Reich, i cittadini dell'ex Austria erano alla pari con quelli della Germania stessa. Come anche la Danzica e Posnania polacche. Mentre la Cecoslovacchia era dichiarata un Protettorato di Bohemia e Moravia. Era una specie di vice regno. Se la Germania di Hitler fosse un paese monarchico, allora Bohemia e Moravia sarebbero chiamati "vice-regno". Cioè, tutto il protettorato era considerato una parte del Reich Millenario Germano, era il territorio tedesco, ma governato, presumibilmente, da un governo ceco. Cioè, era un presidente di stato, il quale assumeva...

D: E non c'erano le autorità occupazionali?

Z: C'erano le autorità non occupazionali.

D: Intendevo quelle tedesche.

Z: C'erano le autorità ceche, locali, e sopra, come in qualsiasi vice-regno c'era una specie del vice-re. Cioè un reggente imperiale. Alla carica fu nominato il barone Constantin von Nairat. Ovvio, ogni reggente ha il suo personale dei rappresentanti, i quali controllano, semplicemente, le attività della gerarchia governativa ceca. Poi, quando all'inizio del 1942 al potere del protettorato imperiale era venuto Heydrich, ha fatto una confusione e ha cambiato un po' il sistema del governo, fucilato Eliash, ed aveva fatto sì che tutti i suoi rappresentati in vari settori automaticamente diventarono vice-ministri nei governi cechi. Di più, aveva vietato al gabinetto di radunarsi ed agire autonomamente, ma in teoria, funzionava il regime di un vice-regno.

Cioè, esisteva un reggente, il Protettore imperiale, che esercitava il potere supremo, e i cechi si gestivano in ambito di una certa autonomia.

Di più, cosa significava "fare parte del Reich"? Significa che tutti gli abitanti etnici tedeschi di Bohemia e Moravia diventavano automaticamente, cittadini della Germania, mentre i cechi non ricevettero la cittadinanza germana, diventarono cittadini di quel Protettorato, cioè il territorio fu sì, incorporato, ma non a pieno diritto. La stessa cosa succedeva con la parte di Polonia, dove fu instaurato il Governatorato Generale, cioè quella non annessa né alla Germania né all'Unione Sovietica.

D: Anche lì il sistema era più o meno lo stesso?

Z: No, altro del tutto. Il governatorato generale era capeggiato dal governatore generale Frank, il quale era padre padrone lì, dipendeva da Hitler direttamente, poteva fare quello che voleva, nessun autorità locale...

D: Le autorità locali non c'erano?

Z: C'erano si, come in qualsiasi territorio occupato, c'era persino la polizia polacca di circa 12 mila persone, la gente armata ecc., ma tutte erano al livello più basso del powiàt (distretto), con un anziano come capo... Nessun regime occupazionale non ce la fa senza collaboratori locali, è una cosa impossibile. Ma solo sino al livello del powiat, sopra c'erano solo ed esclusivamente le autorità tedesche. Erano i funzionari tedeschi, che governavano i polacchi e il territorio della Polonia, teoricamente, da essere liberato dai polacchi e tedeschizzato. E in quel senso la Polonia era, fu dichiarata, parte del Reich di Germani.

Cioè, il territorio, che in fin dei conti sarebbe colonizzato e popolato dai tedeschi, mentre una parte dei polacchi ci rimarrebbe per lavorare, e il resto era da essere deportata o annientata, ma di annientamento non si diceva apertamente, si parlava della deportazione sui territori orientali.

Una cosa interessante assai: l'atteggiamento al servizio dei funzionari tedeschi in Polonia era come verso una fognatura di scarico di tutto quello, che non serviva al Reich stesso. Nei documenti dei funzionari tedeschi puniti dal tribunale per i reati meno gravi ci si metteva persino il timbro: "divieto di occupare le cariche dei funzionari di stato, ovunque, oltre la Polonia". Cioè, tutti loro venivano esiliati nel Governatorato Generale di Polonia.

D: Finiamo pure l'esame delle situazioni nei paesi orientali. Poi ci seguivano i paesi satelliti, Slovacchia, Ungheria, sì?

Z: La Slovacchia era il paese satellite, sì, ma Germania aveva vari tipi di satelliti. Certo, la Slovacchia era lo stato puramente fantoccio.

D: Più fantoccio, che la Ungheria e la Romania?

Z: Sì, Ungheria e Romania erano i paesi presumibilmente indipendenti, capitati sotto il controllo rigido della Germania o di loro propria volontà, o sotto la pressione, e anche se generalmente agivano nell'ambito della politica germana, avevano le possibilità di "sgroppare" a volte, pretendere delle cose, cioè comportarsi da stati indipendenti. La Slovacchia non aveva tale possibilità, benché loro avevano il Ministro degli Esteri. Mentre i cechi non avevano né il ministro degli affari esteri, né quello della difesa, perché questi erano i settori subordinati al centro. Avevano sì un piccolo esercito, ma importava poco, mentre la Slovacchia teoricamente aveva un esercito, persino una divisione slovacca combatteva sul fronte russo, poi il comandante della divisione fu messo dai tedeschi in un campo di concentramento, perché partecipò all'insurrezione slovacca.

D: Ma la situazione di Ungheria e Romania la abbiamo più o meno capita.

Z: Anche la Bulgaria era più o meno la stessa cosa...

D: Allora, continuiamo al sud, verso Grecia e Jugoslavia.

Z: Sì, con la Grecia era successo così, che la Germania ci doveva dividere una parte considerevole del potere.

D: Sull'Italia non ci fermiamo, ovviamente, tutto è chiaro lì.

Z: Esisteva la repubblica Salo, anch'essa un animale sconosciuto alla scienza, un po' come il governo a Vichi, però molto più fantoccio. La Grecia fu divisa fra Germania e Italia, siccome l'Italia prendeva parte attiva alla guerra... Di più, la Grecia non fu divisa su una certa linea, la metà a noi, la metà a voi, ma la Germania controllava alcuni nodi e centri importanti, e tutto quello, che era dintorno lo governava l'Italia. Lì sì che c'era un'amministrazione militare a parte e il governo, che esisteva a parte. Il governo comune di tutta la Grecia, composto dai greci stessi.

D: Subordinato alle autorità occupazionali?

Z: Sì, collaborava. Prima c'era il generale Tzolakoglù, che governava la Grecia, il capo collaborazionista, sotto di lui era il governo, c'erano ministri, in tutto questo tempo tre cambi dei governi.

D: Però, le elezioni, come Lei aveva detto, erano solo a Danimarca?

Z: Certo, altrove nessun'elezione.

D: Tutti erano nominati dai tedeschi?

Z: Sì, ma in questo caso particolare fu nominato dagli Italiani. Quando l'Italia uscì dalla guerra, ovviamente, la Germania occupò tutti i territori, prima occupati dall'Italia, il modo di governo ci fu cambiato, ma non tanto. In linea generale, tutti i governi rimasero gli stessi. C'era un governo collaborazionista, c'erano dislocate le truppe, comandavano i militari e tutti ubbidivano a loro, ovviamente, dappertutto funzionavano gli organi della polizia SS, non dipendeva dal regime di governo, il modo di governo poteva essere qualsiasi, comunque, tutto era coperto dalle reti di comando SD, della polizia di sicurezza e della polizia SS.

D: Interagivano con le unità della polizia locale?

Z: Sì, certo, li controllavano, rigida e completamente. Cioè tutta la polizia locale era a doppia dipendenza: dalle autorità locali e simultaneamente da quelli occupazionali. Localmente furono nominati i capi supremi della polizia SS nella zona, o in alcune zone, i comandanti supremi, ma la differenza era poca. E a questo comandante era subordinato il comandante della polizia dell'ordine, che comandava vari tipi delle unità polizie, e il secondo comandante supremo era il capo di SD e della polizia di sicurezza, Gestapo e via di seguito, la polizia segreta, in Grecia.

Andiamo ora a Jugoslavia. Lì tutto era molto complicato. Il paese era grande e plurietnico, perciò sulle sue rovine si formò un conglomerato delle formazioni statali del tutto incomprensibili.

D: Cosa c'è dell'incomprensibile? Croazia, Serbia...

Z: Prima del tutto, una parte della Jugoslavia era incorporata direttamente nel Grande Reich Gernano, cioè, Schtiria, Craina... Slovenia, ma non tutta, una sua parte si era presa l'Italia. All'esempio, fu formato lo stato indipendente di Croazia, capeggiato da Ante Pavelich e il suo compagno di lotta Waternik. Loro crearono lì lo stato, celebre per il suo genocidio dei serbi, con i seri crimini sanguinosi, per i quali loro capi rimasero impuniti.

D: Fermiamoci per un attimo, se Slovenia, il territorio slavo, era incorporata nel Terzo Reich, i suoi abitanti ne diventano i cittadini a pieno diritto?

Z: No, solo gli abitanti tedeschi diventarono cittadini, c'erano molti tedeschi dai tempi di Austria-Ungheria. Ma Slovenia sempre era il territorio sott'influenza. Non solo che c'erano molti tedeschi, ma essendo molto vicina all'Austria, durante il lungo tempo lì praticamente tutta l'èlite slava si unì a quella tedesca, cioè austriaca, gli ufficiali sloveni facevano servizio nell'esercito austriaco, c'era poca differenza fra loro e i volksdeutsche, perciò benché i sloveni non ricevettero tutti i diritti, ma c'era difficile definire, chi era sloveno e chi tedesco, erano assai mescolati...

Poi, guardiamo la Croazia. Le diedero non solo i territori croati, ma anche una piccola parte di Slovenia, poi Bosnia-Erzegovina, i territori musulmani, anche le parti della Serbia. E poi, benché anche in Serbia fu dichiarato lo stato indipendente serbo, ma mentre a Croazia era uno stato più o meno come la Slovacchia, con più o meno lo stesso livello di finta autonomia, non riconosciuto da nessuno, eccetto la Germania stessa... Oltre a ciò, Croazia si era ingegnata persino diventare regno! Ci si erano messi, fu firmato persino un accordo nel 1941, che il trono di Croazia andava al re Tomislav II, mi sembra, l'ex duca Adelgiso Spoleto. Cioè, il biscugino di Emanuele I (?).

Ma mi sembra che lui mai visitò il suo regno. E non ci aspirava nemmeno. Fu dichiarato re, ma non ne era cambiato niente, nonostante l'Accordo firmato. Mi risulta, che dell'accordo nessuno si ricordava.

La seconda parte della trasmissione vedi nel mio post successivo: L'Europa occupata, WWII

Alcune note mie:
a) non sono storico, sono solo il traduttore. Non posso rispondere delle opinioni, atteggiamenti, veracità dei fatti storici.
b) non era una conferenza letta e registrata, ma la trasmissione in diretta, quando gli interlocutori si interrompono a vicenda, a volte parlano simultaneamente. Perciò il testo russo, decifrato e pubblicato sul sito ufficiale della stazione radio, è pieno di lacune, interruzioni, ripetizioni.
c) Ho omesso alcune frasi introduttive, il numero per spedire gli SMS ecc, alcune repliche brevi, del tipo "Davvero?" - "Sì" ecc.
d) In originale i nomi sono in cirillico, dove potevo, sono andato a controllare nella rete come vengono scritti in lettere latine.

mercoledì 8 settembre 2010

Sonnabulismo


Secondo i dati cui dispongono i servizi segreti, nella tenuta della nazionale di Slovacchia stavolta giocava la nazionale di Slovenia.

Mi assicuravano, che Slovacchia e Slovenia sono due paesi differenti. Ora non lo credo più!

Una sensazione! A Liubertsy fu trovato un ragazzo, educato dai cani! Il fatto curioso: lui è l'unico ragazzo beneducato in tuta la Liubertsy.

Un manuale video su DVD per gli uomini: "Come circondare la moglie di affetto ed attenzione, senza alzarsi dal divano".

A Mosca sono state notate le signorine - enciclopedie: solo intelligenti, ma grosse.

- E' assolutamente impossibile... - lui aspettò un attimo e aggiunse alla voce molto bassa, sperando che il sussurro non sarà registrato dal dittafono, se fosse nascosto nel cartello nero:
- E' impossibile. Ce solo una persona nel paese, la quale porta l'orologio Patek Philippe e guida una Lada-Kalina.

Ma perché rinominare solo la milizia in polizia? Rinominiamo anche la Russia negli Stati Uniti d'Eurasia!


Una ragazza molto grossa fu trasferita in un'altra classe, e ll'edificio dela scuola s'inclinò dall'altro lato.

Nella clinica ostetricia non ci sono elezioni, ma ciononostante le falsificazioni ci succedono a volte.

Il capo ufficio collocamenti: Non La possiamo assumere. Abbiamo bisogno degli impiegati giovani, ambiziosi, atti alla crescita creativa!
Il ragioniere in età: Scriva pure il mio numero telefonico. Quando vedrete che tutti i vostri impiegati sono in processo della crescita ambiziosa, e non c'è nessuno per lavorare, mi chiami pure!

Dalle "Domande e risposte" di Google:
Domanda: Lei è d'accordo, che la gente credente hanno più bontà e la moralità più alta rispetto alla gente atea?
Risposta: Se non bruciano nessuno al rogo, allora sì.

Volò nella cabina pilota dell'aereo caccia, perseguiva le balene nel mar aperto, sprofondava sul fondo del lago Baikal. Sono le inezie! Se avesse passeggiato da solo da notte nel nostro distretto...

- Ieri guardavo un porno.
- Tedesco?
- No, slovacco-russo.

Secondo i dati della statistica accumulatisi, la nazionale russa di calcio vince solo le nazionali dei paesi, cui superficie non supera quella del campo di calcio.

"Caro Babbo Natale, mi chiamo Petruccio, studio a scuola coi voti ottimi. Soffro del diabete mellito, perciò, mi regali, per favore, quest'anno n. 2 bottiglie del vino secco..."

Le dette sulle tette:
Le tette mai son troppe.
Le tette sono le amiche dell'uomo.
Una testa è buona, ma due tette son migliori.
Una tetta mai arriva da sola!
Le tette son belle e le belle tette son migliori.
Le tette è alla testa di tutto.

- Come va il Suo marito? Soffre ancora dal sonnabulismo?
- Grazie a Dio, ormai no.
- E' guarito?
- No, è caduto, infine, dal tetto.


Le illustrazioni sono dal sito AddFun.ru

domenica 11 luglio 2010

la piovra Paul


I periti sono dell'opinione che i pennellini fatti dal pelo del tasso sono i migliori, benché i tassi stessi raccomandano i pennellini dal pelo di puzzola.

L'imprecisione del tiro viene compensata dal diametro del proiettile.

Tutti sono affascinati della piovra Paul, benché è ben noto a tutti, che lo scarafaggio Késha aveva predetto la vittoria di Slovenia sulla Russia, ma fu ucciso schiacciato da una ciabatta.

Nello spazio straterrestre ci son collisi i due satelliti, un'americano e un russo. Gli Americani mentono che il loro satellite non era spia, e i nostri mentono che il nostro satellite era incontrollabile.

Cosa hanno in comune le zanzare e i motociclisti? Sia gli uni, sia gli altri sarebbero tollerabili, se non quel suono abominevole, che accompagna sempre le loro attività.

Finché non spingi il tasto Caps Lock, NESSUNO NON TI PRENDE SUL SERIO.

Non mi piace tanto girare il mondo. Forse è dovuto al fatto, che nell'infanzia il mio babbo mi picchiava con un mapamondo.

Sembra che in ogni ufficio decente c'è sempre una bionda, la quale anche all'afa di 40°C spegna il condizionatore d'aria, dicendo:
- Ho freddo.
Mentre alla proposta di indossare una giacchetta a maglia, risponda:
- Mica sono sciocca indossare un golfino dall'estate!

Un ragazzo con la sua ragazza si preparano per fare una gita in una spelonica. Lui:
- Devi prendere un giubbotto, pantaloni, scarpe sportivi, e gli guanti scadenti, che non vuoi risparmiare dallo sporco.
Lei:
- Ma sei sicuro che non mi porti a scaricare i vagoni di un treno merci?


Le foto sono dal portale AddFun.ru